Le finalità dell'ATC

La gestione del territorio, nel suo insieme, codificata nelle leggi in vigore, è sicuramente un caposaldo programmatico sul quale si stanno indirizzando le proposte e gli interventi del mondo venatorio, agricolo, ambientalista ed istituzionale.
Al di là delle posizioni ideologiche ancora presenti, la proficua collaborazione avviata negli A.T.C. tra cacciatori, agricoltori, ambientalisti, unitamente ai rappresentanti degli enti locali, potrà certamente raggiungere, sempre più, positivi risultati nel miglioramento ambientale e nell'incremento della consistenza faunistica.

Gli Ambiti, anche se da anni istituiti, sono organismi ancora giovani, perché la loro presenza sul territorio è stata oggetto di cambiamenti che, modificandone dimensioni e confini, non hanno favorito quel consolidamento, nelle aree di competenza, indispensabile perché la loro azione fosse più efficace.

Sulle problematiche complessive del territorio, gli Ambiti sono chiamati a dibatterne, a definirne progetti ed avviarne concreti interventi organici, partendo però dal confronto e dalla partecipazione che in merito va approntata tra cacciatori, agricoltori, ambientalisti e delegati degli enti locali.

A Brescia i due Ambiti operativi nella stagione 2002 sono stati sciolti per dare vita, nel 2003, ad un Ambito Unico. Una scelta storica, perché a conclusione di un percorso che ha visto negli anni il passaggio da sei a due Ambiti e da questi ad uno solo.

Una scelta forte in larga misura condivisa, ma molto impegnativa per gli aspetti progettuali ed operativi in considerazione, unico esempio nel contesto nazionale, dell'elevato numero degli associati e della vastità territoriale della pianura bresciana di cui l'A.T.C. Unico è riferimento.

Gli ettari cacciabili del territorio dell'Ambito sono 159.073 e 10.870 sono quelli destinati alle 93 zone di Rifugio ed Ambientamento (Zone Rosse).

Il Mella non fa più da confine, da divisione territoriale.

Agli associati dell'Ambito Unico è offerta la possibilità di muoversi sul territorio di pianura, da un capo all'altro della nostra provincia. Con l'istituzione dell'Ambito Unico si è avviato un passaggio di radicale cambiamento nella strategia venatoria della nostra provincia: gestire, facendo sintesi delle sue ampie e qualificate peculiarità, il territorio della pianura bresciana, non più diviso, ma nella sua imponente interezza. Alla vasta operazione organizzativa che l'avvio dell'Ambito Unico ha richiesto e richiederà anche nei prossimi anni, deve affiancarsi un percorso di crescita comune che porti gli associati alla piena convinzione della nuova ed impegnativa realtà cui sono chiamati a collaborare; individuando proposte e realizzando interventi per la soluzione di problematiche venatorie ed ambientali dell'Ambito nella sua globalità. Le tematiche della Franciacorta, del Garda e della pianura devono quindi reciprocamente integrarsi ed essere valutate in una visione globale e non più di settore territoriale. Solo così, potremo pensare e raggiungere una gestione efficace e condivisa nel modo più ampio dell'intero territorio dell'Ambito Unico. Dobbiamo abituarci sempre più a valutare, proporre e realizzare interventi sul territorio che, partendo da criteri di uniformità , siano omogenei e mirati ad un disegno ampio per l'intero Ambito.